Il giorno prima, Sabato, mi trovavo a lavorare come musicista sul lago di Candia e a commentare e scambiare sogni con l'amico sassofonista Stefano a scambiare idee sulla natura umana e dipingere il futuro confrontandoci sui problemi comuni e non.
Il giorno dopo, oggi, a pensare e lavorare con lo spirito di cambiare profondamente me stesso. Trasformare i miei limitati punti di vista e le mie paure in qualcosa che abbracci ancora di più ogni songolo giorno.
Domenica "ultimatum alla terra".
Film degli anni cinquanta che trasmette con una charezza e drammaticità impressionanti l'attualità della condizione umana ancora schiacciata dalla paura della diversità e dalla lotta per l'egoismo personale.
Guardo, il giorno dopo, il mondo intorno e vedo anche un fiorire e sbocciare di desiderio nuovo di cambiare e migliorare la vita per tutti e non per pochi e mi rallegro, anche s eun po', inconsapevole, del gran lavoro che mi spetta.
Io un'automa cui dire « Klaatu, Barada, Nikto! » preferirei non incontrarlo mai nella mia esistenza.
(parole della mia paura)
(parole della mia paura)
Ultimatum alla Terra è un film di fantascienza del 1951 diretto da Robert Wise, tratto dal racconto Addio al padrone (Farewell to the Master, 1940) di Harry Bates.[1]
Nel 1995 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Ne è stato tratto un remake nel 2008
Tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Ultimatum_alla_terra
Nessun commento:
Posta un commento